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Riepilogo del DataCloud 2018: L'edge computing seguirà la legge di Amara?

Giordano Albertazzi • luglio 09, 2018

L'energia e l'edge di rete sono ancora argomenti caldi dopo le fantastiche, seppur frenetiche, giornate del DataCloud Europe, tenutosi la scorsa settimana a Monaco.

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Rob Johnson at DCE18
Giordano Albertazzi at DCE18

Alla chiusura dell'evento di giovedì, sullo sfondo della bellissima cornice di Montecarlo, il "livello di energia" stava leggermente calando e andando verso l’”edge”... ma delle imminenti vacanze estive!

Ma qualche momento di riflessione ha aiutato a ricaricare le batterie e, grazie agli interessanti contenuti e opportunità di scambio offerti dalla manifestazione, persino ad “alimentare” nuove considerazioni sull’edge computing e su altri temi chiave.

Rob Johnson – Data center Hyperscale e basati sul Cloud saranno sostituiti dall'Edge?

Innanzitutto è stato un piacere poter ricevere qui a Monaco Rob Johnson, CEO di Vertiv, e ascoltare il suo contributo in materia di edge e di altre questioni tecnologiche strategiche.

Durante la sua presentazione, Rob ha illustrato la ricerca a lungo termine che Vertiv sta conducendo sul fronte di specifici casi di utilizzo dell'edge di rete (ne abbiamo contati più di 100) che sono poi stati schematizzati in quattro archetipi chiave. Rob ha anche sostenuto che alcuni aspetti dell'edge computing non sono nuovi. Per esempio, le stazioni di telefonia mobile saranno un elemento chiave dell'infrastruttura critica dell'edge e Rob ha ricordato che già da decenni Vertiv fornisce UPS e altre apparecchiature per queste stazioni, in USA, Europa e persino in Cina.

Rob ha anche asserito che i data center hyperscale e cloud sono lungi dall'essere sostituiti dall'edge, come ha ammonito qualche commentatore, e che si verificherà piuttosto una distribuzione "bilanciata" dell'infrastruttura. Da un lato i grandi data center basati sul cloud realizzeranno una consistente elaborazione di big data e, dall'altro, i dispositivi edge raccoglieranno i dati e filtreranno ciò che deve essere caricato nel cloud.

Durante la manifestazione altri relatori hanno contribuito con interventi interessanti sulla specifica tematica dell'infrastruttura edge. Devo ammettere che non ero d'accordo al 100% con tutto ciò che ho ascoltato, ma ci sono stati davvero molti spunti di riflessione.

L'impatto dell'edge computing viene sopravvalutato?

Una tematica ricorrente è stata l'eccessiva importanza accordata alla crescita dell'edge computing al momento attuale. Capisco questa posizione: l'ipotesi che entro il 2020 si aggiungano oltre 50 miliardi di dispositivi IoT se da un lato può sembrare irreale, dall'altro lato, è perfettamente realizzabile. Credo che Rob abbia centrato il punto quando, durante la sua presentazione, ha fatto riferimento alla legge di Amara che sostiene che tendiamo a sopravvalutare l'impatto della tecnologia nel breve termine e a sottovalutarlo nel lungo termine.

Se è vero che la richiesta di edge computing potrebbe impiegare più tempo del previsto a svilupparsi, basta però guardare il numero di dispositivi connessi attualmente, dagli smartphone alle automobili o agli elettrodomestici, per comprendere quale potrebbe essere la tendenza all'aumento nel futuro. Essere pronti in vista di tale crescita significa implementare infrastrutture critiche sin da adesso. E se Vertiv sta investendo così tanto nella ricerca è proprio nell'ottica di capire in che aree si sta indirizzando la maggior domanda di edge.

Considerando la domanda attesa, sono anche emerse preoccupazioni circa l’eventualità di futuri black out in alcuni hub di data center chiave, come anche paventato dalla Dutch Datacentre Association, che probabilmente richiederanno investimenti futuri su micro-grid e altre modalità di generazione di energia distribuita. Al DataCloud ho anche potuto conoscere i rappresentanti di nuovi mercati di data center, come la Svezia, la Danimarca e altri paesi nordici, con grande disponibilità di energia relativamente economica (principalmente da fonti rinnovabili), che continueranno ad attrarre nuovi data center.

E parlando di nuove capacità, ho avuto anche il piacere di dibattere sulla collaudata partnership tecnologica che Vertiv ha stretto con il provider di servizi di colocation russo IXcellerate. Anche Guy Willner, CEO dell'azienda, era al DataCloud e insieme abbiamo avuto la possibilità di condividere alcuni dettagli sulla tecnologia innovativa Vertiv che IXcellerate ha implementato, incluso l'utilizzo di batterie agli ioni di litio. La dirompente tecnologia delle batterie consente agli operatori di data center di ottenere grandi vantaggi, quali ingombri ridotti e più leggeri, maggiore velocità di carica/scarica e densità di energia più elevate.

La domanda di edge computing è in crescita, ma chi la gestirà?

L'edge computing è stato senza dubbio uno dei temi centrali del DataCloud, ma sono anche state discusse altre tematiche ugualmente importanti. Per esempio, ho avuto la fortuna di essere invitato a partecipare a un dibattito sullo sviluppo della forza lavoro e la diversità insieme a organizzazioni come CBRE e TechUK, il gruppo che rappresenta le aziende del settore tecnologico nel Regno Unito.

Desideriamo creare un ambiente in cui ciascun dipendente si senta a proprio agio e abbia la possibilità di raggiungere i propri obiettivi. Per esempio, Vertiv ha sviluppato il Graduate Commercial Engineering Programme, pensato per accelerare la transizione degli studenti dal mondo universitario a quello aziendale. Il programma ha già registrato alcune grandi storie di successo, con alcuni studenti che si sono visti offrire posizioni full-time. Stiamo anche continuando a sviluppare il nostro approccio a favore delle pari opportunità e spero di poter condividere presto dei progressi in quest’ambito.

Il DataCloud è stata una grandissima esperienza, con tanti contenuti rilevanti sull'edge e su altre tematiche. È difficile dire quante delle previsioni e dei pronostici formulati sul palco, chiacchierando davanti a un caffè o al bar accadranno davvero, ma ho il sospetto che entro l'evento dell'anno venturo sapremo se  la legge di Amara sia stata valida per almeno alcune di loro.

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